La Comunicazione Aumentativa Alternativa può integrare o sostituire il parlato. Il progetto parte da ciò che la persona vuole comunicare, dalle situazioni e dalle modalità di accesso.

Che cos’è la CAA: un sistema per partecipare alla comunicazione

Una persona usa una tabella di simboli durante uno scambio comunicativo con un’interlocutrice.

La Comunicazione Aumentativa Alternativa può integrare o sostituire il parlato. Il progetto parte da ciò che la persona vuole comunicare, dalle situazioni e dalle modalità di accesso.

Una tabella di simboli, un gesto, una parola scritta o un dispositivo con uscita in voce possono entrare in un progetto di CAA. Il punto di partenza è il messaggio: chiedere, commentare, rifiutare, fare una domanda, raccontare qualcosa. La possibilità di comunicare non si esaurisce nella richiesta di un oggetto.

Che cosa significa aumentativa e alternativa

Secondo il Practice Portal di ASHA, la CAA sostiene o compensa difficoltà nella produzione e comprensione del linguaggio, parlato o scritto. È aumentativa quando integra il parlato disponibile e alternativa quando lo sostituisce se assente o non funzionale. Può combinare modalità senza strumenti esterni e modalità assistite, cartacee o elettroniche.

ASHA indica che non sono necessari prerequisiti per iniziare un intervento di CAA. Questo non elimina la valutazione: rende centrale cercare modalità di comunicazione adatte alle possibilità e ai bisogni della persona, senza escluderla sulla base di abilità che dovrebbe dimostrare prima.

La prospettiva di chi la usa

Broomfield e colleghi (2022) hanno sintetizzato 19 lavori qualitativi direttamente pertinenti all’esperienza comunicativa con CAA. Il lavoro invita a considerare valori, esiti e contesto dal punto di vista degli utilizzatori. È una sintesi dell’esperienza, non un confronto sperimentale che stabilisce quale dispositivo sia più efficace per tutti.

Partire da una situazione concreta

Immaginiamo una persona che durante un’attività di gruppo riesce a scegliere fra due proposte, ma non a spiegare perché una non le piace. Possiamo descrivere il bisogno come «esprimere una preferenza e aggiungere un motivo». Il progetto deve offrire spazio anche per parole impreviste e per modificare il messaggio.

In questo esempio, mostrare più immagini non risolve automaticamente il problema. Bisogna osservare come la persona seleziona, se trova le parole desiderate e se l’interlocutore concede il tempo necessario per completare l’intervento.

Domande per la progettazione

  • Con chi e in quali momenti la persona vuole comunicare?
  • Che cosa riesce già a esprimere e che cosa manca?
  • Come può accedere allo strumento?
  • Quali messaggi e lingue servono nella sua vita?
  • Come può segnalare che il messaggio è stato frainteso?

Le risposte guidano prove e adattamenti. Un esempio di monitoraggio è annotare se la persona riesce a prendere un turno o comunicare un rifiuto in una situazione concordata, insieme agli aiuti necessari. La quantità di simboli selezionati, da sola, non racconta tutto l’esito comunicativo.

Un progetto condiviso

Persona, familiari e professionisti possono concordare piccoli obiettivi osservabili e rivederli dopo le prove. L’uso quotidiano richiede occasioni reali di scambio: la disponibilità del dispositivo è soltanto una parte del lavoro. Gli esempi qui riportati illustrano domande progettuali, non un protocollo valido per ogni utilizzatore.

Risorse di Training Cognitivo

Per approfondire la scelta e la personalizzazione degli strumenti assistivi, puoi consultare il corso Gli ausili in logopedia, di Elisa Voliani. La scelta dello strumento va inserita nel progetto comunicativo della persona.

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Riferimenti

  • American Speech-Language-Hearing Association. Augmentative and Alternative Communication (AAC). Practice Portal, consultato il 10 ottobre 2026.
  • Broomfield, K., Harrop, D., Jones, G. L., Sage, K., & Judge, S. (2022, pubblicazione online). A qualitative evidence synthesis of the experiences and perspectives of communicating using augmentative and alternative communication (AAC). Disability and Rehabilitation: Assistive Technology. doi:10.1080/17483107.2022.2105961.

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