Indicare per condividere: il gesto nella comunicazione del bambino

Un dito puntato può chiedere un oggetto, ma anche invitare un’altra persona a guardare insieme. Il significato del gesto emerge dall’interazione, oltre che dal movimento.
Un bambino vede una luce alla finestra, la indica e guarda l’adulto. L’adulto può prendere un oggetto vicino oppure seguire il suo sguardo e condividere il momento. Sono risposte diverse a un comportamento che, visto soltanto come movimento della mano, sembrerebbe identico.
La condivisione dell’attenzione
Liszkowski e colleghi (2004) hanno osservato come bambini di dodici mesi reagivano a diverse risposte dell’adulto al loro indicare. Quando l’adulto condivideva attenzione e interesse, alternando lo sguardo e mostrando una reazione, i bambini indicavano più spesso tra le prove e tendevano a prolungare il gesto. Le altre risposte modificavano il modo in cui lo ripetevano.
Il risultato sostiene una funzione comunicativa del gesto: condividere un’esperienza con qualcuno. Descrive bambini e condizioni sperimentali specifiche, non una soglia diagnostica valida per il singolo bambino. Dal gesto isolato non possiamo ricostruire tutte le intenzioni o le competenze sociali.
Osservare la sequenza
In un’osservazione quotidiana possiamo domandarci che cosa è successo prima e dopo. L’oggetto era raggiungibile? Il bambino guardava l’interlocutore? La risposta dell’adulto soddisfaceva la richiesta? Il bambino cercava di riparare un’incomprensione?
Un esempio originale: durante una passeggiata il bambino indica un cane dall’altro lato della strada. Dire «vuoi andare lì?» e dire «l’ho visto anch’io, sta correndo» introducono possibilità differenti. È utile lasciare tempo per una risposta, senza trasformare ogni gesto in una domanda di verifica.
Gesti e parole possono lavorare insieme
Quando osserviamo una comunicazione, possiamo registrare separatamente gesto, sguardo, vocalizzazione e parole. Questo evita di perdere un messaggio soltanto perché non è stato espresso con una frase. Non serve attribuire a ogni combinazione un significato rigido: il contesto resta parte della descrizione.
- Descrivere l’evento a cui il gesto si riferisce.
- Annotare a chi sembra rivolto.
- Osservare come cambia dopo la risposta dell’altro.
- Distinguere ciò che abbiamo visto da ciò che ipotizziamo.
Un’occasione di scambio
Per creare spazio alla comunicazione possiamo scegliere un’attività con qualcosa da osservare insieme, come una pagina illustrata o un oggetto curioso. La proposta deve permettere al bambino di prendere un’iniziativa, non soltanto di rispondere alle nostre richieste.
Questi sono esempi educativi di osservazione. Se ci sono dubbi sullo sviluppo comunicativo, è utile discuterli con un professionista portando una descrizione di più situazioni, dei cambiamenti nel tempo e delle modalità con cui il bambino riesce a farsi capire.
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Riferimenti
- Liszkowski, U., Carpenter, M., Henning, A., Striano, T., & Tomasello, M. (2004). Twelve-month-olds point to share attention and interest. Developmental Science, 7(3), 297–307. doi:10.1111/j.1467-7687.2004.00349.x.

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