Prima di aumentare le ripetizioni, distinguiamo comprensione, strategie e recupero dalla memoria. Esempi per l’esercizio e per la scelta degli aiuti.

Tabelline difficili: capire, calcolare e ricordare

Prima di aumentare le ripetizioni, distinguiamo comprensione, strategie e recupero dalla memoria. Esempi per l’esercizio e per la scelta degli aiuti.

«Sei per otto?» Il bambino esita, ricomincia la tabellina dall’inizio oppure arriva al risultato con un’addizione. La risposta richiede tempo, ma questo non ci dice ancora quale sia la difficoltà. Prima di aggiungere altre ripetizioni, proviamo a capire che cosa sa fare.

Capire, calcolare e ricordare

Comprendere una moltiplicazione, ricavarne il risultato e recuperarlo rapidamente dalla memoria sono obiettivi distinti. Un bambino può capire sei gruppi da otto, riuscire a calcolarli e avere ancora difficoltà a dire subito «48». La lentezza sulle tabelline, presa da sola, non misura l’intelligenza e non dimostra scarso impegno.

Automatizzare significa rendere il recupero più rapido e meno faticoso. I percorsi possono essere diversi: non è corretto concludere, da una fase di difficoltà, che il bambino non riuscirà mai a imparare. Serve osservare i progressi con attività e aiuti adeguati.

Partire da una relazione già conosciuta

Se il bambino conosce 5 × 8 = 40, possiamo rappresentare cinque gruppi da otto e aggiungerne uno: 6 × 8 = 40 + 8 = 48. Poi chiediamo di spiegare il passaggio con parole, oggetti o un disegno. L’obiettivo iniziale è capire perché funziona, non ripetere una formula senza significato.

È un esempio didattico originale. La scelta della strategia dipende dalle conoscenze disponibili: una scomposizione utile per qualcuno può risultare più impegnativa della moltiplicazione di partenza per un altro.

Come organizzare l’esercizio

La guida del What Works Clearinghouse del 2021 per gli alunni con difficoltà matematiche raccomanda un insegnamento sistematico, un linguaggio chiaro e rappresentazioni concrete o figurate ben scelte. Include anche attività a tempo come una delle modalità per costruire fluidità, all’interno di un intervento più ampio. Non propone il cronometro come sostituto della comprensione.

Per rendere il lavoro osservabile, possiamo scegliere poche moltiplicazioni e annotare:

  • quali risposte vengono recuperate direttamente;
  • quali vengono ricostruite con una strategia;
  • quali errori si ripetono e quale spiegazione li chiarisce;
  • che cosa resta disponibile in un incontro successivo.

Confrontare il bambino con il proprio punto di partenza è più informativo di una gara continua con gli altri. Se la fretta impedisce di mostrare ciò che sa, osserviamo anche il compito senza limite di tempo e decidiamo quale abilità vogliamo esercitare.

Quando usare un supporto

Una tavola delle moltiplicazioni o una calcolatrice possono avere senso quando l’obiettivo è affrontare un problema e il recupero dei fatti aritmetici assorbe tutte le risorse. In un’attività dedicata alle tabelline, invece, possiamo scegliere un aiuto diverso e graduarlo. Il criterio è lo scopo del compito, concordato con gli insegnanti e, quando presente, con il professionista che segue il percorso.

Se le difficoltà persistono e interferiscono con gli apprendimenti, è utile parlarne con la scuola e richiedere una valutazione appropriata. La fatica nelle tabelline, da sola, non basta per formulare una diagnosi di discalculia.

Materiali e formazione

Battaglie di numeri propone cinque giochi per due o più giocatori su tabelline e piccolo calcolo. Il corso sulle abilità matematiche comprende calcoli, fatti aritmetici, feedback e compensazione. Sono risorse da scegliere in base all’obiettivo; la guida citata non costituisce una validazione di questi prodotti.

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Riferimento

What Works Clearinghouse (2021). Assisting Students Struggling with Mathematics: Intervention in the Elementary Grades. Institute of Education Sciences. Guida e raccomandazioni.

Dall’archivio di Training Cognitivo. Testo e collegamenti aggiornati l’8 ottobre 2026, con verifica dei riferimenti principali. Gli esempi sono illustrativi; non si tratta di una revisione esaustiva della letteratura.

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