Videogiochi d’azione e dislessia: leggere con cautela i risultati
Che cosa suggerisce uno studio sui videogiochi d’azione e perché non basta per sostituire un intervento sulla lettura.

L’idea che un videogioco possa influenzare la lettura è interessante perché mette in relazione processi percettivi, attentivi e apprendimento. Non autorizza però la conclusione che giocare a qualunque titolo d’azione sia un trattamento della dislessia.
Lo studio da cui nasce la domanda
Franceschini e Bertoni, in un lavoro del 2019, hanno esaminato il rapporto tra miglioramento nelle abilità di gioco, decodifica fonologica e memoria fonologica a breve termine in bambini con dislessia evolutiva. Il lavoro riportava miglioramenti in alcune misure dopo l’esperienza di training.
La ricerca riguardava un campione piccolo e uno specifico percorso. Il disegno non consente di trasformare un’associazione tra progressi nel gioco e nella lettura in una garanzia di efficacia per ogni bambino. Anche la durata del beneficio e l’utilità nelle attività scolastiche richiedono verifiche dedicate.
Lo studio del 2017 in bambini di lingua inglese
Franceschini e colleghi hanno esaminato un training con videogiochi d’azione in bambini con dislessia di lingua inglese, riportando miglioramenti in misure di lettura e di spostamento dell’attenzione tra informazioni visive e uditive. Il contributo estendeva la domanda oltre l’italiano, una lingua con relazioni tra lettere e suoni differenti da quelle inglesi.
Questo non consente di generalizzare il risultato a qualunque videogioco, età o profilo. La letteratura comprende anche risultati non favorevoli: lo studio di Łuniewska e colleghi del 2018 non ha confermato un vantaggio specifico dei videogiochi d’azione o fonologici sulla lettura. Mettere a confronto esiti differenti è essenziale per valutare quanto siano solidi e trasferibili gli effetti, senza selezionare soltanto gli studi positivi.
Quale lettura è migliorata?
Quando si legge una notizia di ricerca, bisogna chiedere quale risultato sia stato misurato: rapidità nel leggere non parole, accuratezza, comprensione di un brano o partecipazione allo studio? Sono esiti diversi. Un miglioramento in uno non implica automaticamente un cambiamento negli altri.
Conta anche l’eventuale compromesso tra velocità ed errori. Dire soltanto «legge più rapidamente» può nascondere una perdita di accuratezza. La domanda clinica riguarda un progresso utile e stabile, non un numero isolato.
Perché il confronto è essenziale
La ripetizione delle prove, le aspettative e l’attenzione ricevuta durante un percorso possono contribuire ai risultati. Un confronto adeguato aiuta a distinguere questi elementi dall’effetto specifico dell’intervento. Gli studi piccoli sono utili per sviluppare ipotesi, ma richiedono repliche robuste.
Un gioco commerciale può inoltre differire molto da quello studiato per contenuti, ritmi, difficoltà e durata d’uso. La categoria «action game» è troppo ampia per descrivere una prescrizione clinica.
Una decisione pratica proporzionata alle prove
Se si valuta un’attività di questo tipo, va chiarito il suo ruolo nel progetto: quale bisogno affronta, quale tempo richiede, come si monitora e che cosa non sostituisce. Non dovrebbe sottrarre automaticamente spazio a interventi pertinenti o a condizioni di studio accessibili.
Le risorse digitali, comprese quelle del GameCenter, possono offrire attività selezionabili. Vanno presentate con precisione: esercizi con determinate richieste, non equivalenti di un trattamento sperimentale soltanto perché usano attenzione e rapidità. Il criterio resta il beneficio documentato per la persona e per l’obiettivo scelto.
Fonti e approfondimenti
- Franceschini et al., 2017 — Action video games improve reading abilities and visual-to-auditory attentional shifting in English-speaking children with dyslexia
- Łuniewska et al., 2018 — Neither action nor phonological video games make dyslexic children read better
- Franceschini e Bertoni, 2019: scheda e abstract nell’archivio dell’Università di Bergamo
Revisione editoriale: 11 ottobre 2026. Contenuto divulgativo; non sostituisce una valutazione individuale.

![[Corso asincrono] Approccio TOM per terapisti, insegnanti e famiglie: il lavoro in equipe logopedica](https://www.trainingcognitivo.com/wp-content/uploads/2025/11/Corso-asincrono-Approccio-TOM-per-terapisti-insegnanti-e-famiglie-il-lavoro-in-equipe-logopedica-1-300x300.png)

