Denominazione rapida e dislessia: che cosa suggerisce un training a distanza
Uno studio ha confrontato esercizi di denominazione rapida e lettura. Risultati interessanti, da interpretare senza promettere di migliorare la lettura senza leggerla.

È possibile lavorare su processi collegati alla lettura senza usare sempre parole scritte? È una domanda di ricerca legittima. La risposta non dovrebbe però diventare lo slogan «non serve leggere». Un intervento va valutato per ciò che produce, nelle persone e nelle condizioni studiate.
Che cos’è la denominazione rapida
La denominazione rapida automatizzata, spesso abbreviata in RAN, richiede di nominare in sequenza stimoli familiari. Il compito coinvolge riconoscimento, accesso al nome e coordinamento della risposta. Il suo rapporto con la lettura non significa che i due compiti siano identici.
Un esercizio di denominazione può quindi essere interessante per un obiettivo definito, ma il miglioramento nell’esercizio non dimostra automaticamente un cambiamento nella lettura. Quest’ultimo deve essere misurato separatamente.
Il confronto di Pecini e colleghi
Nel 2019 gli autori confrontarono due percorsi domiciliari a distanza in 45 bambini con dislessia: 21 lavoravano con Reading Trainer e 24 con Run the RAN. I gruppi erano comparabili per alcune caratteristiche iniziali e il lavoro durava tre mesi.
Lo studio riportava miglioramenti nella lettura e proponeva il training RAN come possibilità da approfondire. Il confronto tra due interventi attivi è informativo, ma non va presentato come prova che qualunque attività di denominazione sia equivalente a un trattamento della lettura. Dimensioni del campione, selezione e disegno delimitano le conclusioni.
Che cosa significa davvero «a distanza»
Un programma domiciliare non è semplicemente un link lasciato alla famiglia. Occorre definire materiali, modalità di esercizio, supervisione e criteri di modifica. Anche l’aderenza e la sostenibilità del carico fanno parte del percorso.
Per esempio, se il bambino commette molti errori o non comprende la regola, aumentare il numero di sessioni non risolve necessariamente il problema. Serve un confronto con il professionista per capire se adattare la richiesta e come interpretare quanto sta accadendo.
Dal risultato di ricerca alla decisione individuale
La domanda pratica è quale componente richieda lavoro e con quali esiti controllare il cambiamento. Andrebbero distinti progressi nella denominazione, lettura di materiali non allenati e utilità nelle attività scolastiche.
Le attività digitali disponibili, anche nel GameCenter, possono fornire materiali da selezionare nel progetto. Non coincidono automaticamente con i programmi studiati e non ne ereditano l’efficacia. Il valore di un percorso si verifica con obiettivi e misure coerenti, evitando sia di scartare a priori una proposta interessante sia di trasformarla in una scorciatoia universale.
Fonti e approfondimenti
Revisione editoriale: 11 ottobre 2026. Contenuto divulgativo; non sostituisce una valutazione individuale.



