Avere un alto potenziale non significa necessariamente essere perfezionisti. Conta distinguere il desiderio di migliorare dalla paura dell'errore.

Plusdotazione e perfezionismo: evitare gli stereotipi, osservare il disagio

Un bambino rivede un disegno con il sostegno di un adulto.

Avere un alto potenziale non significa necessariamente essere perfezionisti. Conta distinguere il desiderio di migliorare dalla paura dell’errore.

Un allievo capace che corregge molte volte un compito viene facilmente descritto come «il classico bambino plusdotato e perfezionista». L’etichetta può sembrare una spiegazione, ma rischia di nascondere la domanda più utile: che cosa accade quando il risultato non corrisponde alle sue aspettative?

Che cosa emerge dalla meta-analisi

Ogurlu ha confrontato nel 2020 gli studi sul perfezionismo negli studenti identificati come plusdotati e nei loro coetanei. Nel complesso non emergeva una differenza significativa tale da sostenere che i primi fossero necessariamente più perfezionisti.

Gli studi utilizzavano criteri e misure diversi. Inoltre, una media di gruppo non esclude che alcuni ragazzi vivano un disagio rilevante: indica che non possiamo dedurlo dalla sola appartenenza a una categoria.

Standard elevati e timore dell’errore

Voler curare un lavoro può sostenere l’impegno. Diventa un problema quando ogni imperfezione sembra minacciare il proprio valore, impedisce di iniziare o rende impossibile consegnare. Occorre osservare flessibilità, sofferenza e conseguenze concrete.

Due studenti possono dedicare lo stesso tempo a un disegno: uno sperimenta con piacere, l’altro cancella continuamente e rinuncia perché teme un giudizio negativo. Il comportamento esterno, da solo, non racconta l’esperienza.

Una proposta per il lavoro scolastico

Prima di un’attività si possono rendere espliciti pochi criteri: quali elementi sono necessari, che cosa può rimanere provvisorio e quando il lavoro è abbastanza completo per essere condiviso.

  • Prevedere una prima versione da discutere, senza trattarla come un prodotto definitivo.
  • Commentare una strategia e il suo effetto, invece di definire lo studente «geniale» o «deludente».
  • Distinguere gli errori che aiutano a capire da quelli da correggere subito.
  • Concordare tempi realistici e una conclusione riconoscibile.

Quando approfondire

Se paura, rinuncia o autocritica interferiscono stabilmente con scuola, sonno, relazioni o benessere, è opportuno confrontarsi con un professionista. L’obiettivo non è abbassare indiscriminatamente le aspettative, ma permettere al ragazzo di apprendere senza far coincidere ogni prestazione con il proprio valore personale.

Risorse per la scuola

La raccolta per i docenti di sostegno pedagogico propone altri approfondimenti e materiali per collegare osservazione e intervento didattico.

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Riferimenti

Revisione editoriale: ottobre 2026.

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