Una consegna può richiedere insieme comprensione, memoria e controllo della risposta. Le associazioni fra linguaggio e funzioni esecutive aiutano a porre domande, senza stabilire da sole una causa.

Linguaggio e funzioni esecutive in età prescolare: leggere le associazioni

Una bambina ascolta una consegna e sceglie un blocco durante un’attività guidata.

Una consegna può richiedere insieme comprensione, memoria e controllo della risposta. Le associazioni fra linguaggio e funzioni esecutive aiutano a porre domande, senza stabilire da sole una causa.

«Prendi il foglio piccolo, giralo e mettilo sotto il quaderno» non mette alla prova soltanto il vocabolario. Il bambino deve mantenere informazioni, seguire una sequenza e controllare l’azione. Se sbaglia, il risultato finale non identifica automaticamente il passaggio che ha creato difficoltà.

La ricerca di Marini e colleghi

Lo studio del 2020 esaminava abilità linguistiche, narrative ed esecutive in bambini prescolari con disturbo dello sviluppo del linguaggio e a sviluppo tipico. Il gruppo con disturbo mostrava prestazioni inferiori nelle misure di memoria di lavoro e inibizione. Il profilo linguistico era articolato: alcune abilità differivano, mentre altre non mostravano differenze rispetto ai controlli.

Le associazioni fra misure esecutive e linguistiche non permettono di concludere che una difficoltà causi l’altra. Anche il linguaggio necessario per comprendere ed eseguire una prova può influire sul punteggio esecutivo. Lo studio non dimostra che allenare l’inibizione, da sola, produca un miglioramento del linguaggio.

Separare le richieste della consegna

Un esempio utile parte da un’attività di ordinamento. Il bambino deve sistemare tre figure dopo aver ascoltato una frase. Prima di interpretare l’errore, possiamo verificare se conosce i nomi, comprende le relazioni e mantiene l’intera indicazione. Cambiare una richiesta alla volta aiuta a descrivere il comportamento osservato.

Se la consegna resta visibile, diminuisce il bisogno di ricordarla, ma può aumentare la richiesta di lettura o interpretazione delle immagini. Un supporto non è neutro: bisogna controllare che sia accessibile al bambino.

Che cosa annotare

  • Lunghezza e complessità linguistica della consegna.
  • Numero di passaggi da tenere presenti.
  • Tempo concesso prima della risposta.
  • Aiuti forniti e possibilità di chiedere una ripetizione.
  • Errori, autocorrezioni e passaggi completati.

Questa osservazione informale può orientare ulteriori domande cliniche. Non produce un punteggio standardizzato e non sostituisce la somministrazione delle prove secondo i rispettivi manuali.

Dalla valutazione all’attività

Se l’obiettivo è linguistico, conviene rendere sostenibili le altre richieste. Per lavorare su una relazione spaziale possiamo evitare di aggiungere contemporaneamente una lunga sequenza da memorizzare. In un momento successivo si potrà valutare l’uso della stessa relazione in una consegna più complessa.

Una valutazione integrata mette insieme profilo linguistico, comportamento durante i compiti e bisogni quotidiani. L’estensione ad altri domini va motivata dalle domande cliniche, senza presupporre che tutti i bambini con un disturbo di linguaggio abbiano lo stesso profilo esecutivo.

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Riferimenti

  • Marini, A., Piccolo, B., Taverna, L., Berginc, M., & Ozbič, M. (2020). The Complex Relation between Executive Functions and Language in Preschoolers with Developmental Language Disorders. International Journal of Environmental Research and Public Health, 17(5), 1772. doi:10.3390/ijerph17051772.

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