Mappe, geometria e organizzazione dello spazio possono risultare difficili anche a chi parla molto bene. Come descrivere il profilo senza affidarsi a una sola etichetta.

Difficoltà visuospaziali e apprendimento non verbale: fare chiarezza

Un allievo descrive a parole una costruzione geometrica per orientarsi nello spazio.

Mappe, geometria e organizzazione dello spazio possono risultare difficili anche a chi parla molto bene. Come descrivere il profilo senza affidarsi a una sola etichetta.

Un alunno può raccontare con ricchezza di vocaboli e incontrare ostacoli quando deve interpretare una pianta, copiare una figura o organizzare lo spazio sul foglio. La buona espressione verbale può rendere queste difficoltà meno evidenti agli adulti.

Un nome usato con significati diversi

L’espressione «disturbo dell’apprendimento non verbale», spesso abbreviata in DANV o NVLD, è stata utilizzata per profili non sempre sovrapponibili. Non significa assenza di linguaggio. Il nucleo di interesse riguarda soprattutto l’elaborazione delle informazioni visive e spaziali, mentre le difficoltà associate variano.

Nel 2025 un gruppo di lavoro ha proposto criteri per un Developmental Visual-Spatial Disorder, concentrandosi sulle difficoltà persistenti nell’elaborare e integrare informazioni visuospaziali. La pubblicazione presenta una proposta da considerare per future classificazioni: non va citata come se avesse già introdotto una nuova diagnosi ufficiale nel DSM.

Che cosa osservare

  • La difficoltà emerge nel riconoscere le relazioni spaziali o soprattutto nell’eseguire il gesto grafico?
  • Comprendere una spiegazione verbale aiuta a leggere una mappa o a svolgere un problema geometrico?
  • L’organizzazione del foglio migliora con riferimenti visivi semplici?
  • Il problema compare in più situazioni e limita davvero l’autonomia?

Una differenza tra punteggi verbali e non verbali, da sola, non basta a definire il quadro. La valutazione deve chiarire anche eventuali componenti visive, motorie, attentive, matematiche e sociali, senza presumere che siano tutte presenti.

Supporti da provare a scuola

Si può rendere esplicito il percorso di lettura di una figura, accompagnare i passaggi geometrici con una descrizione verbale e ridurre gli elementi grafici superflui. Una mappa affollata, anche se pensata come facilitazione, potrebbe aggiungere difficoltà.

Per esempio, prima di chiedere di copiare un disegno complesso, si possono individuare insieme una forma di base, i suoi punti di riferimento e l’ordine dei passaggi. L’obiettivo non è evitare ogni materiale visivo, ma trovare una presentazione accessibile e controllarne l’effetto sul compito reale.

Risorse per la scuola

La raccolta per i docenti di sostegno pedagogico propone altri approfondimenti e materiali per collegare osservazione e intervento didattico.

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