Discalculia: riconoscere le difficoltà e scegliere gli obiettivi

Numeri, fatti aritmetici e procedure possono creare ostacoli differenti. Il profilo matematico aiuta a scegliere interventi e supporti con obiettivi verificabili.
«Non è portato per la matematica» chiude troppo presto una domanda importante. Due allievi possono ottenere lo stesso risultato sbagliato per motivi diversi: uno confonde il valore delle cifre, l’altro perde un passaggio della procedura, un altro ancora non comprende la consegna. Il primo lavoro consiste nel capire dove si interrompe il ragionamento.
Che cosa indica la discalculia
La discalculia evolutiva riguarda difficoltà persistenti nell’apprendimento di abilità matematiche. L’inquadramento richiede una valutazione che consideri la storia, l’istruzione ricevuta, le prestazioni e l’impatto nella vita scolastica. Un brutto voto, la fatica con una tabellina o l’uso delle dita non sono sufficienti per formulare una diagnosi.
I DSA possono associarsi fra loro. Come ricorda l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, dopo la diagnosi il progetto deve essere personalizzato sulle caratteristiche emerse dalla valutazione. Le indicazioni amministrative e scolastiche vanno poi riferite al contesto nel quale lo studente frequenta la scuola.
Scomporre il compito matematico
Per organizzare le osservazioni possiamo distinguere:
- Numeri e quantità: confrontare, ordinare, capire il valore posizionale.
- Lettura e scrittura dei numeri: passare dalla forma verbale alle cifre e viceversa.
- Fatti aritmetici: recuperare risultati già appresi.
- Procedure: mantenere e controllare i passaggi di un calcolo.
- Problemi: comprendere la situazione e scegliere una relazione matematica.
Questa distinzione serve a porre domande; non è una batteria diagnostica e non implica che ogni allievo debba avere difficoltà in tutte le componenti.
Un esempio: il risultato corretto non basta
Immaginiamo un bambino che risponde correttamente a 7 × 8 ricostruendo ogni volta l’intera tabellina. Ha trovato il risultato, ma il costo della procedura può diventare rilevante quando il problema contiene molti calcoli. Si può allora lavorare su relazioni già note, come raddoppi e scomposizioni, osservando se la strategia viene recuperata anche dopo alcuni giorni.
Un altro obiettivo è risolvere un problema complesso. In quel caso una tavola o la calcolatrice possono permettere di valutare la scelta delle operazioni senza sovraccaricare il recupero dei risultati. È utile dichiarare quale competenza si vuole osservare.
Misurare un cambiamento utile
Per un breve periodo di lavoro si può scegliere una sola priorità, registrando correttezza, strategia, aiuti e tempo. Poi si propongono esempi nuovi dello stesso tipo e si controlla il mantenimento. Aumentare semplicemente il numero di esercizi, senza capire l’errore, può aggiungere fatica senza rendere più chiaro il percorso.
Spunti per le attività
Nel GameCenter di Training Cognitivo sono disponibili attività da selezionare in base all’obiettivo e al livello di difficoltà. Per valutarne l’utilità, osserva anche ciò che cambia nei compiti di lettura, scrittura o calcolo svolti fuori dal gioco.
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Riferimenti
Revisione editoriale: ottobre 2026.



