Creatività e riserva cognitiva: che cosa possiamo concludere

Il pensiero creativo è stato studiato in relazione alla riserva cognitiva. Le associazioni osservate non dimostrano che un’attività artistica prevenga la demenza.
Inventare una storia, trovare un uso alternativo per un oggetto o cambiare prospettiva su un problema sono esempi di pensiero creativo. La creatività non appartiene soltanto agli artisti e non coincide con il talento nel disegno.
Perché interessa alla neuropsicologia
La riserva cognitiva è un modello usato per comprendere le differenze individuali nel rapporto tra cambiamenti cerebrali e funzionamento. Gli studi utilizzano spesso indicatori indiretti, come esperienze formative, attività e caratteristiche della vita lavorativa.
Colombo, Antonietti e Daneau hanno esplorato nel 2018 la relazione tra questi indicatori e misure di creatività in un campione di adulti e anziani. Hanno trovato associazioni che rendono interessante approfondire il ruolo del pensiero flessibile.
Il limite decisivo: uno studio correlazionale
Le persone non erano state assegnate casualmente a diventare creative o a svolgere una certa professione. Non possiamo quindi stabilire che la creatività abbia causato una maggiore riserva, né separare facilmente il suo contributo da istruzione, opportunità e altre caratteristiche.
Anche le etichette lavorative semplificano la realtà: un’attività definita «di routine» può richiedere molta inventiva, e un mestiere considerato creativo comprende compiti ripetitivi. La ricerca non offre una classifica del valore cognitivo delle professioni.
Attività significative, senza una promessa preventiva
Si può scegliere un progetto che piaccia e lasci spazio a decisioni personali: organizzare un piccolo racconto fotografico, ideare variazioni di una ricetta o costruire qualcosa con materiali disponibili. L’elemento creativo può essere cercare alternative e discuterle con qualcuno.
Non esiste, sulla base di questo studio, una dose di creatività da prescrivere per evitare una demenza. Il beneficio immediato può essere il piacere, il confronto sociale o la possibilità di esprimersi.
Una domanda più utile
Invece di chiedere «questa attività mi proteggerà?», può essere più concreto chiedere «mi interessa, mi permette di imparare qualcosa e riesco a mantenerla nel tempo?». Nella progettazione di attività per adulti, rispettare preferenze e possibilità individuali conta più del riempire la giornata con esercizi presentati come obblighi per il cervello.
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Riferimenti
Revisione editoriale: ottobre 2026.



