Pensieri, emozioni, linguaggio, aspetti motori e contesto sociale aiutano a comprendere l'esperienza di chi balbetta.

Balbuzie e modello CALMS: osservare più del numero di disfluenze

Un bambino e una logopedista esplorano diversi aspetti dell’esperienza comunicativa.

Pensieri, emozioni, linguaggio, aspetti motori e contesto sociale aiutano a comprendere l’esperienza di chi balbetta.

Due bambini possono mostrare una frequenza simile di balbuzie e vivere esperienze molto diverse. Uno partecipa volentieri alle conversazioni; l’altro evita alcune parole o rinuncia a intervenire. Contare le disfluenze è utile, ma non descrive da solo il bisogno.

Le cinque dimensioni

Il modello CALMS propone una lettura multidimensionale della balbuzie. Le lettere richiamano cinque ambiti da esplorare nella valutazione e nella progettazione clinica:

  • Cognitivo: conoscenze, pensieri e convinzioni sul proprio parlare.
  • Affettivo: emozioni e reazioni associate alla comunicazione.
  • Linguistico: richieste e caratteristiche del linguaggio nelle diverse situazioni.
  • Motorio: caratteristiche osservabili della balbuzie e dell’eventuale tensione.
  • Sociale: interlocutori, ambienti, reazioni e partecipazione.

«Cognitivo» non significa, in questo contesto, misurare semplicemente il QI. Il modello non elenca cinque cause indipendenti e non è un test diagnostico da compilare autonomamente.

Un esempio a scuola

Un ragazzo interviene nelle conversazioni con gli amici ma evita la lettura davanti alla classe. La situazione va esplorata: teme le reazioni dei compagni? Sente fretta? Ha vissuto prese in giro? Desidera partecipare con una modalità diversa?

Le risposte possono suggerire obiettivi differenti. Eliminare automaticamente tutte le occasioni di parola potrebbe proteggerlo nell’immediato ma non corrispondere a ciò che desidera. Forzarlo a esporsi senza ascoltarlo può aumentare il disagio.

Concordare obiettivi significativi

Si può lavorare per rendere più accessibile una partecipazione scelta dal ragazzo: avere il tempo di terminare un intervento, poter esprimere un’opinione o affrontare una situazione concordata con sostegno adeguato.

Il ruolo degli adulti comprende anche l’ambiente: rispettare i turni, contrastare le prese in giro e non equiparare la fluenza alla preparazione scolastica.

Una cornice, non una ricetta

CALMS aiuta a organizzare le domande cliniche. La scelta dell’intervento richiede poi strumenti appropriati, esperienza e confronto con la persona e la famiglia. Il miglioramento può riguardare più ambiti: parlato, benessere, libertà di scelta e partecipazione alle relazioni.

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Rielaborazione e aggiornamento redazionale di un contributo originale di Giorgio Benedetti.

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