Fornire un modello e chiedere di recuperare una parola sono richieste diverse. Come leggere le evidenze su errorless, errorful e retrieval practice nell’afasia.

Anomie: errorless learning, tentativi e pratica di recupero

Fornire un modello e chiedere di recuperare una parola sono richieste diverse. Come leggere le evidenze su errorless, errorful e retrieval practice nell’afasia.

Da un articolo di Giorgio Benedetti conservato nell’archivio di Training Cognitivo. Questa versione presenta una rielaborazione editoriale con verifica dei riferimenti.

Quando una persona con afasia fatica a trovare una parola, possiamo fornirle subito il modello oppure lasciarle un tentativo di recupero, accompagnato dagli aiuti previsti. La differenza sembra piccola, ma cambia l’attività richiesta. Per discutere quale procedura usare, occorre descriverla meglio di un semplice «con errori» o «senza errori».

Tre termini da distinguere

  • Errorless learning: si organizza il compito per ridurre gli errori, per esempio fornendo la parola prima di chiederne la produzione.
  • Errorful learning: viene consentito un tentativo di risposta che può contenere errori; gli studi variano negli aiuti e nel feedback offerti.
  • Retrieval practice: l’attenzione è sul tentativo di recuperare l’informazione dalla memoria, invece di limitarsi a ripetere un modello appena presentato. Il recupero può anche riuscire: non coincide necessariamente con la produzione di un errore.

“Errorful” non significa dunque lasciare la persona sbagliare senza sostegno. E una risposta corretta ottenuta in ripetizione non dimostra ancora che la parola sarà recuperata autonomamente in seguito.

Che cosa ha esaminato la revisione del 2023

Nunn, Vallila-Rohter e Middleton hanno confrontato la letteratura sui tre approcci, considerando meccanismi ipotizzati e componenti concrete del trattamento. Gli studi variavano per aiuti, distribuzione della pratica e feedback. Anche i rapporti tra caratteristiche individuali e risposta alla terapia risultavano poco coerenti.

La revisione evidenzia lacune su quali componenti producano gli effetti e su come adattarle ai diversi profili. Non offre una regola universale per scegliere un vincitore tra errorless, errorful e pratica di recupero. Leggere il nome dell’approccio non basta: bisogna sapere che cosa è stato effettivamente fatto.

La stessa immagine, richieste differenti

Prendiamo l’immagine di un ombrello. In un caso l’adulto dice subito «ombrello» e invita a ripetere. In un altro presenta l’immagine, offre un’opportunità di denominazione e, se necessario, interviene con un aiuto concordato. In un terzo momento ripropone la parola dopo altre attività.

Sono esempi illustrativi, non protocolli equivalenti a quelli della ricerca. Per confrontare le risposte sarebbe utile annotare:

  • se la parola è stata ripetuta o recuperata senza modello;
  • quale aiuto è stato necessario e quando è stato fornito;
  • quale feedback è seguito alla risposta;
  • che cosa accade quando la parola viene richiesta nuovamente;
  • se la persona riesce a usarla per uno scopo comunicativo.

Osservare soltanto quante risposte sono corrette durante l’esercizio può nascondere queste differenze. Un’attività riuscita con molto sostegno e un recupero autonomo successivo descrivono due momenti diversi dell’apprendimento.

Come usare questa distinzione nella pratica

La domanda utile è: «Quale richiesta sto facendo e quale cambiamento voglio osservare?». La scelta deve tenere conto della valutazione della persona, degli obiettivi e della sostenibilità dell’attività. Né la frustrazione né l’assenza assoluta di errori costituiscono, da sole, una misura della qualità del lavoro.

Il corso sul trattamento dell’afasia affronta cueing, obiettivi e strumenti operativi. Nella collana Esercizi per l’afasia trovi materiali sulle parole da valutare rispetto al compito scelto. Una scheda non determina da sola il metodo con cui viene utilizzata.

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Riferimento principale

Nunn, K., Vallila-Rohter, S., & Middleton, E. L. (2023). Errorless, errorful, and retrieval practice for naming treatment in aphasia: A scoping review of learning mechanisms and treatment ingredients. Journal of Speech, Language, and Hearing Research, 66(2), 668–687. doi:10.1044/2022_JSLHR-22-00251.

Dall’archivio di Training Cognitivo. Testo e collegamenti aggiornati l’8 ottobre 2026, con verifica dei riferimenti principali. Gli esempi sono illustrativi; non si tratta di una revisione esaustiva della letteratura.

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