Uno studio italiano sul collegamento tra suoni e grafemi offre indicazioni interessanti. Restano centrali mantenimento e trasferimento alla scrittura quotidiana.

Ortografia e dislessia: collegare suoni e forme scritte delle parole

Un bambino confronta schede e scrive durante un’attività ortografica.

Uno studio italiano sul collegamento tra suoni e grafemi offre indicazioni interessanti. Restano centrali mantenimento e trasferimento alla scrittura quotidiana.

In italiano molte corrispondenze tra suoni e lettere sono regolari, ma scrivere correttamente richiede anche informazioni sul contesto, sulle parole e sulla grammatica. Conoscere un suono non basta sempre a scegliere come rappresentarlo.

Perché il contesto conta

Confrontiamo casa e chiesa: la rappresentazione del suono iniziale cambia in relazione alle lettere successive. Per alcuni bambini, stabilizzare queste corrispondenze richiede un lavoro specifico che colleghi ciò che si ascolta a ciò che si vede e si scrive.

Lo studio sul collegamento fonologico-ortografico

Arfé, Cona e Merella hanno confrontato nel 2018 due interventi brevi in bambini italiani con dislessia e difficoltà ortografiche. Uno rendeva esplicito, durante l’attività, il collegamento tra segmenti pronunciati e unità ortografiche osservate; l’altro si concentrava maggiormente sull’analisi fonologica.

Il primo mostrava risultati promettenti nella valutazione immediata e nella generalizzazione ad alcune parole non allenate. Tuttavia, il mantenimento non era uniforme e il vantaggio non si traduceva in un miglioramento generalizzato di tutte le misure di scrittura.

Come interpretare il risultato

Si tratta di un campione piccolo e di un intervento circoscritto. Il lavoro non dimostra che un generico allenamento della memoria visiva risolva la dislessia, né che immaginare una parola sia sufficiente per apprendere l’ortografia.

L’elemento studiato era una procedura linguistica strutturata, con parole selezionate, guida professionale e pratica. Il riferimento all’apprendimento implicito non significa apprendimento senza esposizione organizzata o senza insegnamento.

Verificare tre livelli

  • Apprendimento: diminuiscono gli errori nelle parole esercitate?
  • Generalizzazione: la regolarità viene utilizzata in parole nuove e nelle frasi?
  • Mantenimento: il risultato rimane dopo un intervallo senza ripetere subito gli stessi stimoli?

Una verifica può includere esempi nuovi costruiti dall’insegnante e brevi produzioni spontanee, senza riprodurre materiali di test riservati.

Dall’esercizio al testo

Il traguardo scolastico non è soltanto una lista corretta. È riuscire a scrivere un messaggio comprensibile, rivederlo e utilizzare gli strumenti utili senza consumare tutte le risorse nella trascrizione. Per questo correttezza ortografica, contenuto e fatica vanno osservati separatamente.

Spunti per le attività

Nel GameCenter di Training Cognitivo sono disponibili attività da selezionare in base all’obiettivo e al livello di difficoltà. Per valutarne l’utilità, osserva anche ciò che cambia nei compiti di lettura, scrittura o calcolo svolti fuori dal gioco.

Approfondimenti collegati

Rielaborazione e aggiornamento redazionale di un contributo originale di Giorgio Benedetti.

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