Gli esercizi di denominazione rapida (RAN) migliorano la velocità e l’accuratezza di lettura nei bambini con DSA. Scopri evidenze scientifiche e consigli pratici per logopedisti.

L’utilità degli esercizi di RAN (Rapid Automatized Naming) nel potenziamento della lettura

I compiti di RAN (Rapid Automatized Naming, in italiano denominazione rapida) consistono nel far denominare al bambino, il più velocemente possibile, una serie di stimoli visivi familiari (come colori, oggetti, numeri o lettere) presentati in sequenza.

Questi esercizi non richiedono la capacità di leggere e possono quindi essere proposti già in età prescolare, ad esempio nell’ultimo anno della scuola dell’infanzia.

La loro importanza risiede nel fatto che nei bambini con disturbi specifici dell’apprendimento, in particolare dislessia, si osserva spesso un deficit di rapidità in compiti di denominazione sequenziale, e la velocità nei compiti di RAN in età prescolare predice le successive abilità di lettura.

Numerose evidenze scientifiche hanno infatti dimostrato che la performance nei test di RAN è strettamente collegata alla rapidità di lettura nei bambini.

Non a caso, la RAN è considerato un indicatore universale della dislessia evolutiva: una prova di denominazione rapida molto sotto la media può segnalare un alto rischio di futura difficoltà di lettura. In lingue trasparenti come l’italiano, dove l’efficienza nella lettura dipende più dalla velocità che non dalla precisione, il ruolo del RAN è centrale nel promuovere – già dai 5 anni e per tutta la scuola primaria – l’allenamento al recupero lessicale veloce.

In altre parole, esercitare la denominazione rapida aiuta i bambini ad automatizzare i processi di riconoscimento e recupero delle parole, ponendo basi solide per una lettura più fluente.

Le evidenze

Negli ultimi anni, diversi studi hanno investigato se potenziare le abilità di RAN possa migliorare direttamente le capacità di lettura, soprattutto nei bambini con DSA (dislessia).

Una ricerca del 2019 condotta in Italia ha confrontato due tipi di intervento su bambini con dislessia: un training tradizionale di lettura e un training specifico sulla denominazione rapida (attraverso un software chiamato “Run the RAN”).

Dopo 3 mesi di esercizio intensivo a casa, entrambi i gruppi di bambini hanno mostrato miglioramenti significativi nella velocità e accuratezza di lettura di brani e parole.

In particolare, il gruppo che svolgeva esercizi di RAN ha ottenuto progressi comparabili a quelli che si esercitavano leggendo, a dimostrazione che anche allenare la denominazione rapida incide positivamente sulle abilità di lettura.

Gli autori sottolineano che, pur senza lavorare direttamente su lettere e testi, il training di RAN rafforza i processi cognitivi alla base della lettura, rivelandosi uno strumento valido per bambini con difficoltà di lettura.

Questo approccio apre prospettive interessanti soprattutto per i casi più severi di dislessia o per i bambini ancora in età prescolare a rischio di sviluppare disturbi di lettura.

Integrare esercizi di RAN nella pratica logopedica potrebbe quindi offrire un ulteriore canale di intervento, complementare alle attività fonologiche e di decodifica tradizionali, stimolando l’automatizzazione e la rapidità di accesso al lessico.

Le RAN come strumento riabilitativo

Ulteriori evidenze a sostegno dell’utilità del RAN nei programmi di potenziamento arrivano da studi più recenti. Una ricerca pubblicata nel 2024/2025 ha confermato l’efficacia di un training focalizzato sul Rapid Automatized Naming nel migliorare le capacità di lettura in bambini con dislessia.

In questo studio, svolto tramite una piattaforma online di esercizi adattivi, i bambini che hanno svolto attività intensive di RAN per alcune settimane hanno registrato progressi significativi sia nella velocità che nella correttezza di lettura rispetto a un gruppo di controllo senza trattamento.

Importante notare che le loro prestazioni finali sono risultate simili a quelle di coetanei sottoposti ad altri tipi di intervento attivo (come training di lettura tradizionale o combinazione di lettura e RAN).

Ciò significa che l’allenamento nella denominazione rapida è efficace quanto altri interventi mirati alla lettura, confermando il RAN come un potente strumento riabilitativo.

Gli autori hanno osservato anche un’ampia variabilità individuale nella risposta al trattamento, suggerendo che non tutti i bambini beneficiano allo stesso modo e che è utile personalizzare gli interventi.

Nel complesso, però, il training di RAN si è dimostrato un mezzo valido per potenziare le abilità di decodifica (lettura) nei bambini con DSA.

Per i logopedisti questo si traduce nella possibilità di includere esercizi di denominazione rapida – ad esempio tabelle di figure, numeri o lettere da nominare a tempo – nei percorsi di potenziamento della lettura, sfruttando l’evidenza scientifica che supporta tali attività.

L’uso regolare e calibrato di compiti di RAN può aiutare i bambini ad aumentare gradualmente la propria velocità di processamento linguistico, integrandosi in modo sinergico con gli interventi fonologici e di lettura guidata.

Conclusioni

In sintesi, gli esercizi di RAN rappresentano un complemento efficace e basato su evidenze scientifiche per il potenziamento della lettura nei bambini della scuola dell’infanzia e primaria con DSA.

Allenando la denominazione rapida di stimoli visivi, si interviene su processi cognitivi chiave (attenzione visiva, accesso lessicale, automatizzazione) che sostengono la fluenza di lettura.

I risultati di diversi studi – dai primi lavori fino alle ricerche più recenti – confermano che potenziare il RAN può migliorare la velocità e l’accuratezza di lettura nei bambini con dislessia.

Per il logopedista ciò significa disporre di uno strumento ulteriore, validato scientificamente, da integrare nei programmi di intervento precoce e riabilitazione: coinvolgere i piccoli pazienti in “gare” di denominazione rapida può aiutarli a rendere più automatico e rapido il processo di lettura, contribuendo in modo significativo al loro successo scolastico e alla loro autonomia.

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