CAA per adolescenti e adulti autistici: comunicare oltre le richieste

La comunicazione aumentativa e alternativa deve permettere anche di rifiutare, commentare, fare domande e costruire relazioni.
Chiedere un oggetto è una funzione importante della comunicazione, ma non è l’unica. Un adolescente o un adulto deve poter esprimere un’opinione, fare una battuta, rifiutare una proposta, chiedere chiarimenti e raccontare qualcosa di personale.
Che cosa comprende la CAA
La comunicazione aumentativa e alternativa raccoglie modalità e strumenti che sostengono o affiancano il parlato: gesti, simboli, scrittura, tabelle e dispositivi. Non coincide con un’unica applicazione o con un solo metodo, e non presuppone l’abbandono delle modalità comunicative già disponibili.
La revisione su adolescenti e adulti
Holyfield e colleghi hanno esaminato nel 2017 gli studi sugli interventi di CAA per adolescenti e adulti autistici. La revisione segnalava risultati incoraggianti, ma anche una letteratura limitata e spesso concentrata sull’espressione di richieste.
Gli autori sottolineavano la necessità di ampliare funzioni comunicative, contesti e interlocutori. Il risultato ottenuto in una situazione strutturata non dimostra automaticamente un uso spontaneo nella vita quotidiana.
Partire da una situazione reale
Immaginiamo una pausa al lavoro. La persona dovrebbe poter scegliere una bevanda, ma anche dire che preferisce stare sola, chiedere di sedersi con qualcuno o commentare ciò che è successo durante la mattinata.
Un sistema che contiene soltanto nomi di oggetti lascia fuori molte di queste possibilità. Il vocabolario va progettato insieme alla persona e a chi la conosce, rispettando interessi, età e modalità di accesso.
Domande per valutare il supporto
- È disponibile quando serve, anche fuori dalle attività guidate?
- Permette di dire «no», chiedere aiuto e cambiare argomento?
- Gli interlocutori attendono e riconoscono tutte le modalità espressive?
- La persona può iniziare uno scambio, senza rispondere soltanto a domande?
Materiali infantili o un vocabolario deciso interamente dagli adulti possono ridurre pertinenza e autonomia.
Misurare la partecipazione
Contare le selezioni corrette di simboli non basta. È utile osservare se aumentano le scelte effettive, gli scambi con persone diverse e la possibilità di chiarire un messaggio non compreso. La progettazione richiede una valutazione individuale e il coinvolgimento dei partner comunicativi: lo strumento funziona dentro una relazione, non al posto di essa.
Approfondimenti collegati
- «Usa benissimo il tablet»: che cosa ci dice sul linguaggio?
- Benessere dopo un ictus: che cosa può dirci uno studio sul dialogo
- Musica e afasia primaria progressiva: possibilità e limiti delle evidenze
Rielaborazione e aggiornamento redazionale di un contributo originale di Carolina Zanchi.
Riferimenti
Revisione editoriale: ottobre 2026.



