SMAAV: perché valutare anche il significato dei verbi d’azione
Una valutazione del lessico può andare oltre i nomi degli oggetti. Che cosa aggiunge osservare comprensione e produzione dei verbi.

Nominare una tazza e descrivere ciò che una persona sta facendo non pongono esattamente le stesse richieste. I verbi esprimono azioni e relazioni, spesso collegando chi agisce a oggetti e destinatari. Per questo una difficoltà linguistica può richiedere un approfondimento specifico del lessico verbale.
A che cosa si riferisce SMAAV
La batteria SMAAV è presentata nel volume di Gloria Gagliardi del 2021 dedicato alla valutazione dell’integrità del lessico verbale nell’adulto e nell’anziano. Si propone come approfondimento del dominio semantico-lessicale dei verbi d’azione, attraverso compiti di produzione e comprensione.
Non è una valutazione completa di tutte le abilità linguistiche, né un sostituto automatico dell’inquadramento clinico. Per finalità, modalità di somministrazione, criteri interpretativi e condizioni d’uso occorre riferirsi al manuale e alla documentazione dell’autrice.
Perché «conoscere una parola» non è un unico compito
Una persona può riconoscere un’azione quando viene nominata e faticare a recuperarne il verbo. Oppure può produrre una parola generica che comunica una parte del significato, senza essere sufficientemente precisa nella situazione.
Queste possibilità non permettono da sole di localizzare una lesione o assegnare una diagnosi. Aiutano piuttosto a formulare domande: la difficoltà riguarda soprattutto recupero, comprensione, formulazione della frase o altre richieste del compito?
Un esempio quotidiano, fuori dal test
Durante una conversazione su una ricetta, dire «metti questo» può essere sufficiente se l’interlocutore vede tutto. In una telefonata, distinguere «versare», «mescolare» e «scolare» può diventare essenziale. La precisione necessaria dipende dal contesto e dagli aiuti disponibili.
Questo esempio è originale e illustrativo: non riproduce item della batteria. Le attività create per la terapia possono utilizzare azioni pertinenti alla vita della persona, mantenendole separate dagli stimoli riservati alla valutazione standardizzata.
Dall’approfondimento a un obiettivo utile
Il risultato dovrebbe contribuire a un progetto comunicativo. Per esempio, descrivere una procedura abituale, raccontare un episodio o chiedere un aiuto specifico. Se il verbo non viene recuperato, gesto, scrittura o scelta tra alternative possono essere considerati secondo le capacità e le preferenze individuali.
È utile osservare sia la prestazione sul materiale esercitato sia l’uso in nuove situazioni. Imparare una lista non garantisce la generalizzazione. Per chi utilizza strumenti clinici, il valore di una batteria mirata sta nel rendere più precisa la domanda e nel collegare i risultati a decisioni ragionate, senza ridurre la persona al numero degli errori.
Fonti e approfondimenti
Rielaborazione editoriale aggiornata del contributo originale di Carolina Zanchi, conservato nell’archivio Training Cognitivo. Revisione editoriale: 11 ottobre 2026. Contenuto divulgativo; non sostituisce una valutazione individuale.



