Denominazione rapida e memoria verbale aiutano a descrivere alcuni processi legati alla lettura, senza sostituire una valutazione completa.

Dislessia all’università: che cosa misurano RAN e memoria verbale

Una studentessa universitaria osserva una serie di immagini durante una prova.

Denominazione rapida e memoria verbale aiutano a descrivere alcuni processi legati alla lettura, senza sostituire una valutazione completa.

All’università una difficoltà di lettura può essere meno visibile che a scuola. Lo studente ha imparato strategie efficaci, ma testi lunghi, tempi stretti e molta terminologia nuova possono rendere ancora elevato il costo dello studio.

Che cosa significa RAN?

La Rapid Automatized Naming, o denominazione rapida automatizzata, richiede di nominare velocemente stimoli familiari disposti in sequenza. Coinvolge il riconoscimento, il recupero del nome e il coordinamento della risposta. Non misura soltanto quanto bene si conoscono i colori o i numeri.

I compiti di memoria verbale chiedono invece di mantenere informazioni e, in alcune prove, di riorganizzarle. Uno span in avanti e uno all’indietro non pongono esattamente le stesse richieste: conviene evitare di chiamare indistintamente «memoria di lavoro» ogni prova di ripetizione.

Lo studio sugli universitari italiani

Cancer e Antonietti, nel 2018, hanno esaminato 39 universitari, 19 dei quali con dislessia. Lo studio ha analizzato il rapporto tra lettura, denominazione rapida, memoria verbale e discriminazione ritmica, mostrando l’utilità di considerare questi processi anche nei giovani adulti.

Un campione piccolo e selezionato non basta però a stabilire quanto uno screening funzioni nell’intera popolazione universitaria. Un’associazione con la lettura non rende una prova un test diagnostico autonomo.

Come usare queste informazioni

Nella valutazione interessa collegare i risultati alle attività reali. Lo studente perde il filo mentre legge? Ha bisogno di rileggere la stessa pagina? Ricorda bene una spiegazione ascoltata ma impiega molto tempo a decodificare il testo?

Le risposte orientano supporti diversi: materiali accessibili, pianificazione delle letture, strumenti di ascolto o strategie per organizzare le informazioni. La scelta va provata sul lavoro universitario effettivo, non dedotta da un solo punteggio.

Una distinzione utile

Misurare un processo, allenarlo e migliorare lo studio sono tre obiettivi diversi. Anche se una prestazione in un esercizio diventa più veloce, occorre verificare separatamente se diminuisce la fatica nella lettura dei materiali del corso. È questo trasferimento alla vita dello studente a dare valore pratico al lavoro.

Spunti per le attività

Nel GameCenter di Training Cognitivo sono disponibili attività da selezionare in base all’obiettivo e al livello di difficoltà. Per valutarne l’utilità, osserva anche ciò che cambia nei compiti di lettura, scrittura o calcolo svolti fuori dal gioco.

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